L’efficacia della protezione dipende fortemente dal corretto posizionamento della barriera rispetto al pericolo. La barriera deve essere posizionata ad una distanza maggiore o uguale alla minima distanza di sicurezza S, in modo che il raggiungimento del punto pericoloso sia possibile solo dopo l’arresto dell’azione pericolosa della macchina. Il posizionamento deve essere tale da: • Impedire il raggiungimento del punto pericoloso senza attraversare la zona controllata dalla barriera • Non consentire la presenza di una persona nella zona pericolosa senza che essa sia rilevata. Per questo caso potrebbe essere necessario ricorrere a dispositivi di sicurezza aggiuntivi (es.: barriere fotoelettriche orizzontali). La Norma ISO 13855/EN 999 fornisce gli elementi per il calcolo della distanza di sicurezza. Se la macchina considerata è soggetta ad una norma specifica di tipo C è necessario fare riferimento a tale norma. Se la distanza S calcolata risulta eccessiva è necessario: a) ridurre il tempo totale di arresto della macchina b) migliorare la risoluzione della barriera. |
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| Protezione su un lato | |
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| Protezione su tre lati | |
| con l’utilizzo di specchi deviatori |
| S = K x T + C |
| S | distanza minima di sicurezza tra la protezione ed il punto pericoloso, espressa in mm. |
| K | velocità di avvicinamento del corpo o delle parti del corpo, espressa in mm al secondo. |
| T | tempo totale di arresto macchina formato da: t1 tempo di risposta del dispositivo di protezione in secondi t2 tempo di reazione della macchina per l’arresto dell’azione pericolosa, in secondi. |
| C | distanza aggiuntiva espressa in mm. |
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| 1 = zona pericolosa 2 = piano di riferimento 3 = barriera fotoelettrica |
![]() (Tabella 2 della ISO 13855/EN 999) |
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1 = zona pericolosa 2 = piano di riferimento 3 = barriera fotoelettrica 4 = protezione meccanica |
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Nel calcolo della distanza di sicurezza occorre poi tener conto delle tolleranze d’installazione, dell’accuratezza nella misura dei tempi di risposta e del
possibile degrado delle prestazioni dei sistemi frenanti.
Quando è prevedibile un degrado nel tempo del sistema frenante è necessario l’uso di un dispositivo di controllo del tempo di arresto (SPM).
| DIREZIONE DI AVVICINAMENTO PERPENDICOLARE AL PIANO PROTETTO α=90° (± 5°) | ||||||
| Barriere con risoluzione uguale o inferiore a 40 mm per rilevamento mani o dita. D≤40 |
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S=2000xT+8x(D-14) se S>500 usare |
• La distanza S non deve essere
inferiore a 100 mm • Se la distanza S risultante è superiore a 500 mm è possibile ricalcolare la distanza con la formula indicata a fianco • In questo caso la distanza non deve comunque essere inferiore a 500 mm. |
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| Barriere con risoluzione superiore a 40 mm e inferiore o uguale a 70 mm per rilevamento braccia o gambe. 40<D≤70 |
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S= 1600xT+850 | • L’altezza del raggio più basso deve essere uguale o inferiore a 300 mm • L’altezza del raggio più alto deve essere uguale o superiore a 900 mm. |
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| Barriere per rilevamento del corpo nel controllo di accesso con risoluzione superiore a 70 mm. D>70 |
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S= 1600xT+850 | Numero ed altezza dei raggi
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| DIREZIONE DI AVVICINAMENTO PARALLELO AL PIANO PROTETTO α=0° (± 5°) | ||||||
| Barriere orizzontali per controllo presenza in area pericolosa. |
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S=1600xT+(1200-0,4xH) | • 1200 - (0,4 x H) deve essere uguale o maggiore di 850 mm • L’altezza H è in rapporto alla risoluzione D della barriera e si calcola con la seguente formula: H= 15 x (D - 50) • È quindi possibile anche calcolare la risoluzione massima utilizzabile alle varie altezze D = H / 15 + 50 • Considerando che l’altezza massima H deve essere di 1000 mm i limiti di risoluzione massima sono: con H = 1000 mm D = 116 mm con H = 0 mm D = 50 mm • Qualora l’altezza H sia superiore a 300 mm la possibilità di accesso al di sotto dei raggi deve essere presa in considerazione durante l’analisi dei rischi. |
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| DIREZIONE DI AVVICINAMENTO ANGOLARE RISPETTO AL PIANO PROTETTO 5°< α <85° | ||||||
| Barriere inclinate per rilevamento delle mani o braccia e controllo presenza in area pericolosa. |
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• Con angolo α>30° fare riferimento al caso di avvicinamento perpendicolare al piano protetto. • Con angolo α<30° fare riferimento al caso di avvicinamento parallelo al piano protetto. |
Nel caso di angolo α < 30° considerare che: • La distanza S è riferita al raggio più lontano dal punto pericoloso • L’altezza del raggio più lontano dal punto pericoloso non deve essere superiore a 1000 mm • Per il calcolo dell’altezza H o della risoluzione D applicare al raggio più basso le seguenti formule: H = 15 x (D - 50) D = H / 15 + 50 |
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